Cosa c’è di speciale nell’eseguire? Io voglio sorprenderti.

«E cosa c’entra? Se facessi tutto quel che mi chiedi, cosa avrei di speciale? Amarti è riuscire a darti anche quello che ancora non sai di desiderare. In questo tu sei tanto brava, mentre io ho troppo da imparare, ma quando ci riesco mi sento bene, mi sento utile, mi sento vivo.»

L’uomo con il trolley e il cuore in volo ©2019 Michele Gardoni


Non voglio promesse

«Non mi serve che tu mantenga nessuna promessa, a me basta solo sentirti dire quel che faresti per me, poi se non lo fai non mi interessa. Ma certo che è vero, a me le intenzioni del cuore interessano più delle azioni.»

«Ma perché ti sembra tanto strano? Cosa me ne faccio della perfezione? Che impegno ci vuole ad amare e accettare chi non sbaglia? L’amore vero e puro è quello che non pretende nulla in cambio, e io sono già fortunato così, perché ho te: il tutto.»

L’uomo con il trolley e il cuore in volo ©2019 Michele Gardoni

 


E che sia amore

Se vuoi sapere come ti amo, sappi che ho cercato per tanto tempo, tra le diverse forme, quale fosse il mio amore. Ho provato a identificare di cosa fosse composto, finché, a questo punto della mia ricerca, ho compreso che l’amore vero è uno solo uno e non si differenzia di persona in persona. Siamo noi che vogliamo dargli regole e abiti differenti, ma esso è incondizionato e rappresenta la gioia pura di potersi donare, ben differente dalla pretesa di essere ricambiati. La felicità è amare, essere ricambiati e la sublimazione del sentimento: una concessione che, per quanto ambita, non ci è dovuta da nessuno, nemmeno da chi amiamo con ogni nostra forza. Ecco come ti amo, nell’unica forma che possa essere chiamata amore.

L’uomo con il trolley e il cuore in volo ©2019 Michele Gardoni


Lontana dagli occhi, al centro esatto del cuore

Parole, pensieri e il ricordo di un dolce canto. Qui nel mio lungo esodo, cerco la traccia del tuo profumo.
Una lingua straniera a cui mai mi adatto, mi insegna un altro modo di respirare la vita.
Desidero solo appoggiarmi al tuo profilo che, come nient’altro, aderisce perfettamente al mio corpo.
Mi basterebbe un attimo di te per sentirmi vivo, un attimo di noi per spiccare il volo.
I giorni passano veloci, ma il tempo sembra fermo, nell’attesa di abbracciarti stretta.

da Solo per farti emozionare ©2017 Michele Gardoni

Io ci sono nato con il desiderio di un amore come il nostro

Io ci sono nato con il desiderio di un amore come il nostro: non ti ho cercata perché non serviva. Sapevo che eravamo destinati l’uno all’altra e che sarebbe stato solo questione di tempo incontrarsi. Ho atteso con calma il tuo arrivo,  preparandomi ad accoglierti con le mie parole più belle. Quelle sarebbero state il dono che dovevo consegnarti, ma non l’hai ricevuto perché quando ti ho vista, i tuoi occhi mi hanno confuso, e me le sono scordate.

Lo so che ti fanno arrabbiare i miei silenzi, così come la mia solitudine. Per quanto ci provi, resto sempre e solo il sognatore romantico, innamorato di te, incapace di mostrarsi presente. Mi dici spesso che sono sbadato, che non ti parlo di me. Perché dovrei farlo? Sei tu il mio argomento preferito: il più bello tra tutti quelli che conosco.

Una cosa però la devi sapere: quando taccio, non sono in silenzio. Sto solo lottando per sconfiggere l’abitudine di sussurrarti con l’anima, invece che con la bocca, quel che ho da dirti. Già, la bocca… fosse per me la userei solo per baciarti. Perché, quando le nostre labbra si sfiorano, nel contatto, sanno dirsi tutto quel che dimentica la testa.

Dove vado quando non mi vedi? Non ti ho mai risposto quando me l’hai chiesto. Beh, sono esattamente dove sei tu: nella tristezza del buio di sentirci lontani, e se non mi sono mai perso è perché la tua luce non la vedo in fondo alla via, ma accanto a me in ogni istante.

Nei miei ricordi c’è sempre il tuo sguardo che illumina qualsiasi anfratto, anche il più cupo. Nel mio cuore rimane fissa la delicatezza dei nostri abbracci e delle nostre carezze. Dai miei occhi non sparisce il tuo sorriso e, mentre lo guardo, sento la tua voce che canta dolcemente nelle mie orecchie ogni volta che ti penso.

Ora che non siamo più così lontani, il calore dei tuoi sentimenti non mi fa male. Perché so che potrò averti e non dovrò immaginarti sul cuscino, sperando di poterti amare solo nel sogno. Sei a pochi passi da me e sono pronto a ricevere il solo dono che desidero: quel bacio che mi ricorda ogni volta quanto semplice sia il vero amore.

da Solo per farti emozionare ©2017 Michele Gardoni


Proverò a trasformare in pagine questo dolore

Quando perdi il bene più prezioso, non riesci a sentire altro che il dolore straziante che ti lacera da dentro. Non cerchi più l’orizzonte, perché non ha senso immaginare un cammino o una meta. Non ti servono le stelle, perché non hai più la necessità di doverti orientare, ogni tuo spostamento è solo un peregrinare senza scopo.

Forse sarebbe giusto ringraziare la vita, per averti donato la possibilità di godere di quel dono, che altri mai potranno avere e tu, anche se per un periodo troppo breve per poterti saziare, hai potuto stringere, accarezzare e respirare. Non c’è suono più desiderato che l’eco dei suoi baci, ormai troppo lontani nel tempo per essere sentiti.

Per quanto non lo desideri sei costretto a continuare a vivere. Devi ricordare che nella testa, come nel cuore, sono ancora presenti, e mai potranno essere cancellati, i vostri ricordi. Quello sarà il solo ossigeno, l’unico che vorrai mentre attendi che il tempo ti dica, quale altro senso può esserci nei tuoi giorni.

Ci sarà un tempo, forse, in cui comprenderò cosa mi mancava per essere alla sua altezza. Non potevo costringerla ad accettare i miei silenzi, le mie assenze, le mie ombre e la mia maschera. Non potevo pretendere che la sua vitalità fosse imprigionata nelle mie solitudini. Sapevo che non sarei riuscito a cambiare, quindi non ha senso piangere, il destino era già scritto.

Proverò a trasformare in pagine questo dolore, perché scrivere è la sola cosa che so fare. Cercherò di lasciare traccia di questo grande desiderio che ho vissuto dal primo giorno e in me non è mai sparito. Tenterò di raccontarla su carta, un’impresa ardua perché lei è il capolavoro che chiunque ami l’arte vorrebbe poter ammirare da vicino almeno una volta.

Non so come potrò sopportare il dolore di passarle accanto senza poterla stringere. Di non avere più la possibilità di accarezzarle le labbra con le mie. A chi sussurrerò le mie parole dolci? Quelle nascono spontanee solo per lei. Non mi resta che scriverle all’altra, quella che le somiglia tanto, ma che vive solo nei miei libri.

Michele Gardoni


Così si allontanano le persone che sanno di avere fatto il loro tempo.

Come un tuono in piena notte, anche un pensiero può svegliarti dal sonno. Può scuoterti e farti comprendere quel che preferivi non capire. Può scaricarti addosso una scossa così forte da far tremare anche un corpo inerme. Può illuminare quel lato buio della tua esistenza che nessuna luce è mai riuscito a raggiungere.

A volte ci si illude di poter avere quel che non si merita. Si spera di diventare nel tempo quel che non si è mai stati. Ci si inganna raccontandosi di essere capaci di fare castelli, ma sono costruiti in aria. Purtroppo le parole possono dare solo un sollievo momentaneo, ma a contare restano i fatti.

Non è questione di distanze, nemmeno camminando giorno e notte per tutta la vita si può raggiungere la luna. Se si è nati sulla terra e non si dispone di mezzi capaci di farci volare non si potrà fare altro che guardarla da quaggiù, cantandole odi fissandola incantati, ma lei resterà irraggiungibile.

Non voglio essere l’uomo che se ne sta fermo a fissare in alto sperando che arrivi qualcuno dal cielo a prenderlo e a portarlo dove vorrebbe. Così abbasso la testa verso l’orizzonte e i punti che sono in grado di raggiungere con i miei piedi. Perché Dio non ha dato nemmeno agli uccelli, gli essere più liberi in assoluto, ali capaci di arrivare fin lassù.

Forse potrei raggiungerla quella meta, potrei costruirlo io il mezzo in grado di catapultarmi oltre l’atmosfera, ma arrivato lì cosa farei? Cosa potrei offrire alla luna? Lei mi ha ispirato e mi ha reso poeta, mi ha dato la possibilità di sentirmi vivo mentre speravo che un giorno l’avrei potuta toccare, ma riuscendoci cosa accadrebbe?

Una volta appoggiati i miei piedi sul suo suolo quale realtà dovrei affrontare? Io non posso darle nulla di importante, nulla che le serva, nulla che lei già non abbia. Non sarei in grado di respirare e rischierei di farla sentire inadeguata a me, mentre sono io che necessito troppe cose che per lei sono futili.

Il destino a volte è crudele, ti da la possibilità di sederti e nutrirti alla mensa della gioia, eppure non lo meriti. Ti fa conoscere il gusto prelibato dei frutti destinati a quella tavola. Così il piacere di averli provati, ti stimola a restarci, a non voler abbandonare il posto, ma nel profondo lo sai che purtroppo dovrai andartene.

Bisogna essere sempre grati alla vita, e verso di lei, più che con chiunque altro, sinceri! Quindi ammetto di aver fallito nell’impegno di cambiare la mia essenza. Di non aver sconfitto la paura di esistere e mostrarmi che mi imprigiona da sempre in un guscio, che non è protezione, ma la ragione per cui sono sempre più debole e piccolo.

Il giorno che seguirà questa notte per molti di voi sarà uguale ai precedenti. Per qualcuno sarà speciale, per altri normale. Per me sarà solo il giorno. Alla luna, spero, dia la forza di intendere che non è lei che che non mi da quel che mi occorre, ma che ci sono persone impossibili da riempire, perché dentro hanno il vuoto cosmico.

Guardando un fiume scorrere, non ci si preoccupa dell’acqua che se ne va, perché si sa che subito dietro ne arriverà altra, che riempirà il letto allo stesso modo. Se non scorresse, tutto ristagnerebbe fino a creare un insano acquitrino, così si allontanano le persone che sanno di avere fatto il loro tempo. Lasciano che il letto si riempia di nuova acqua fresca e pulita. Per loro, forse, ci sarà il mare aperto, ma se anche restassero impantanate nel fango della riva, hanno già avuto la possibilità di essere la freschezza momentanea del fiume, di quello devono essere felici, non di dove sono finite, tanto in ogni caso prima o poi evaporeranno e ricadranno a terra come pioggia.

La notte di una nuova vita.

N.O.: 19 febbraio 2017 ore 2,28

Michele Gardoni


Se qualcuno vi chiedesse dove sono stato…

Se qualcuno vi chiedesse dove sono stato per tutto questo tempo, non sapreste cosa rispondere, perché io non ho mai avuto un posto come quello che voi chiamate casa.

Non sapreste cosa dire perché io non ho più un legame come quello che voi chiamate famiglia.

Non sapreste cosa raccontare, perché io non mi faccio vedere come, invece, fa quasi tutto il resto del mondo.

Non sapreste cosa inventarvi di me, perché vivo nascosto e non faccio nulla per lasciarmi trovare.

Se qualcuno vi chiedesse cosa ho fatto in questo lungo periodo, non avreste la minima idea di quale risposta possa essere giusta, perché nessuno conosce le mie abitudini.

Sfuggo all’attenzione di chi cerca la mia presenza, evito con cura di accettare qualsiasi invito.

Se qualcuno davvero volesse sapere dove sono stato, se fosse un interesse autentico, allora diteglielo che non mi sono mai spostato da quella che io chiamo casa da quello che per me è famiglia. Sono sempre rimasto lì, fermo a lasciarmi cullare perché il suo cuore è un rifugio caldo e non vedo altro luogo dove potrei essere più felice.

© 2017 – Michele Gardoni

Dobbiamo accorciare le distanze e prenderci il nostro tempo

Seduto al bordo del fiume, guardo le acque scure scorrermi di fronte, come i giorni della mia vita. Da qui vedo solo il filo delle onde e non posso sapere cosa c’é sotto la superficie. Allo stesso modo, chi passa, vede un un uomo triste e solo, dimenticato dall’amore. Non posso certo sembrare un cuore innamorato.

Ci sono più di ottomila chilometri a dividerci e nel mezzo terra, oceano, montagne e ancora terra. Però il ritmo della musica che è tutto intorno accompagna il tempo battuto dal tuo cuore, e io lo sento anche da qui. Non siamo mai stati così lontani fisicamente e la voglia di tenerti tra le mie braccia è ormai incontrollabile.

Mancano pochi giorni alla nostra data e mi domando che senso potrebbe avere non passarla insieme. Mi chiedo come potrei vivere quel giorno senza il tuo respiro. Mi chiedo sempre tante cose, ma a tutte queste c’è una sola risposta, l’unica ad avere valore: dobbiamo accorciare le distanze e prenderci il nostro tempo.